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VIA Vive scaramouche
Cima di Pino Nord (punta meridionale) - parete Sud-Ovest
Vie un po' meno classiche

Descrizione:

Prima di Vive Scaramouche solo una via saliva la parete Sud Ovest della Cima di Pino Nord, ovvero il versante che si affaccia verso la Cima Sud. Questo itinerario saliva quell'evidente diedro che inizia poco distante dalla forcella Interpina - la spaccatura che divide le due cime - ed è stato salito dalla cordata composta da Francesco Marcolin e Giuseppe Bottino (15 agosto 1990) dopo un precedente tentativo che era arrivato fino alla fine delle difficolta da parte della cordata Marcolin-De Cesco. La seconda (e per ora ultima) via della parete è stata iniziata da una variopinta cordata di diciottenni e diciannovenni nel 2008, ma terminata - per fortuna loro e della loro progenie - solo nel 2014, da arrampicatori dotati di maggiore esperienza nel campo dell'arrampicata su roccia friabile.

Ma chi è Scaramouche? Ma è lo «Spirito di Marat» [che] si abbatte sulle teste dei monopolatori, dei muschiatini [!] (WU MING, L'armata dei sonnambuli, Einaudi 2014).

Avvicinamento - 40min + 2h
Che si venga da Erto o da Longarone, dirigersi verso località Moliesa, dove si trova la falesia di Erto. In corrispondenza con l'accesso per il Bar la Roccia, dall'altra parte della Statale parte una strada per località Pineda. Questa strada porta dall'altra parte della Valle del Vajont e si sviluppa sulla frana. Percorrere questa strada per 3km, fin quando sulla destra si troverà una strada forestale in salita con indicazione Rifugio Casera Ditta. Si dovrà posteggiare qui e procedere a piedi. Dopo 40 minuti ben segnalati, prima in salita su strada forestale e poi per sentiero (prima discesa e poi salita) si arriva al Rifugio.

Per arrivare sotto all'anfiteatro Ovest delle Cime di Pino bisognerà risalire il torrente che nasce idealmente dalla forcella tra la cima Sud e la cima Nord (Forcella Intrapino) e confluisce sul Mesath nei pressi del rifugio. Per entrare nel greto di tale torrente si dovrà seguire per pochissimo la traccia che punta a Casera Gnam (vedi Tabacco) e all'acquedotto del rifugio. e alzarsi su una sorta di sperone per guadagnare un pulito bosco di faggi (tronco tagliato a V sulla traccia in corrispondenza del cambio di pendenza) restando sempre sulla destra orografica di detto fiumiciattolo. Si attraverserà in costa il bosco senza tracce per entrare nel punto che si riterrà più adatto - per esile traccia - nell'alveo del torrente. A questo punto risalendo il greto e senza spostarsi dal percorso del torrente si arriverà all'anfiteatro Ovest delle Cime di Pino.

Sulla sinistra è ben visibile lo sbocco del canale che scende dalla forcella tra le due cime; si dovrà salire e seguire la direttiva di questo canale fino all'attacco della via

Via Vive Scaramouche

Primi salitori: Luca Vallata e Tito Arosio (4 ottobre 2014) + tentativo precedente di Davide Cassol, Tommaso De Pellegrini e Luca Vallata (estate 2008)

Esposizione: Sud-Ovest

Lunghezza: 5 tiri + 150m fino al IV alla cima, sviluppo totale ca 330m

Difficoltàmax VII e A1

L1: IV (40m);

L2: V- (40m);

L3: V (35m);

L4: A1 e VI (25m);

L5: VII (45m)

Discesa: Dalla cima si discenderà lungo la Via Glanvell del 1904 (ca 5 doppie). La prima doppia è evidente, su uno sperone appena sotto la cima. Le altre si troveranno con relativa facilità seguendo l'andamento logico di un canalone che scende il versante OVEST (soste da rinforzare, cordini molto mal messi).

Riferimenti: 

- WU MING, L'armata dei sonnambuli, Einaudi 2014

- AREA, International POPular group, Hommage à Violette Nozières, link

Cima di Pino Nord - parete Sud Ovest
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